Certificazione energetica e affitti: quanto costa e chi lo paga?

La certificazione energetica e affitti sono oggi strettamente connessi. L’APE (Attestato di Prestazione Energetica) non è solo un documento tecnico, ma un obbligo normativo per i proprietari che intendono affittare un immobile. In questo articolo vedremo cosa prevede la legge, a quanto ammontano i costi, chi è tenuto a pagarli e quali sono le sanzioni in caso di omissione.

A cosa serve la certificazione energetica e quando è obbligatoria

L’APE fornisce informazioni sulle prestazioni energetiche di un immobile, classificandosi in base al consumo energetico. È obbligatoria in tutti i contratti di locazione, sia per affitti lunghi che brevi, sia per immobili residenziali che commerciali. La legge prevede che l’inquilino riceva copia del certificato già al momento della contrattazione e, in ogni caso, prima della firma del contratto. La normativa non impone allegare l’APE al contratto registrato presso l’Agenzia delle Entrate, ma obbliga a inserire una dichiarazione che attesti l’avvenuta consegna delle informazioni energetiche. In caso di omissione, il proprietario rischia multe salate.

Chi redige l’APE e quanto dura

Il certificato APE viene redatto da un tecnico abilitato, come un ingegnere, un architetto o un geometra iscritto all’albo, che effettua un sopralluogo dell’immobile e analizza i principali impianti energetici presenti. Una volta completata la valutazione, il tecnico carica il documento nel registro regionale e ne consegna copia al richiedente. L’APE ha validità 10 anni, ma decade in caso di interventi che modifichino le caratteristiche energetiche dell’edificio, come la sostituzione degli infissi o la ristrutturazione degli impianti.

Quanto costa il certificato energetico per gli affitti

Il costo dell’APE varia a seconda della località e delle dimensioni dell’immobile. In media, il prezzo è tra i 100 e i 300 euro. Se si richiede un rilascio urgente, il costo può aumentare. Non ci sono differenze di prezzo tra APE per affitto o per compravendita: si tratta dello stesso documento. Una differenza riguarda il formato: nel caso degli affitti, è possibile utilizzare esclusivamente la versione digitale, evitando costi di stampa e spedizione.

Chi paga la certificazione energetica e perché è importante

La legge stabilisce che la certificazione energetica sia a carico del proprietario dell’immobile. Non è quindi possibile scaricare il costo sull’inquilino. Il documento va considerato come parte integrante della documentazione necessaria alla locazione, esattamente come il contratto o i certificati di impianto. Un APE aggiornato aiuta non solo a rispettare la legge, ma anche a valorizzare di più l’immobile sul mercato, offrendo trasparenza sui consumi. Di conseguenza, è più facile gestire le spese sulle utenze in affitto.

Cosa rischia il proprietario senza l’APE: sanzioni e obblighi

La mancata consegna del certificato comporta sanzioni amministrative comprese tra i 1.000 e i 4.000 euro per locazioni superiori a 3 anni. L’importo è ridotto della metà se la durata del contratto è inferiore. In caso di inadempienza, l’Agenzia delle Entrate o la Guardia di Finanza possono accertare l’irregolarità al momento della registrazione del contratto. È previsto un termine di 45 giorni per mettersi in regola, ma il pagamento della sanzione rimane comunque dovuto. È dunque essenziale che il proprietario rediga l’APE e lo fornisca all’inquilino prima della stipula del contratto.

Certificazione energetica e altri documenti: attenzione agli impianti

Oltre all’APE, è buona prassi allegare anche documenti aggiornati relativi agli impianti presenti nell’immobile. La locazione e la certificazione impianti sono infatti strettamente legate: se un impianto non è a norma, il proprietario può essere ritenuto responsabile in caso di guasti o incidenti. Inoltre, un buon stato degli impianti contribuisce a migliorare la classe energetica complessiva dell’edificio. Una gestione accurata della documentazione tecnica è oggi fondamentale per tutelarsi legalmente e mantenere alto il valore del proprio patrimonio immobiliare.

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