Detrazione affitto per studenti fuori sede: come scaricare il canone in dichiarazione dei redditi

Pubblicato: 10 giugno 2026 · Aggiornato: 10 giugno 2026 · Tempo di lettura: 9 minuti

IN SINTESI

Gli studenti fuori sede possono detrarre il 19% dell’affitto nella dichiarazione dei redditi, su un tetto massimo di 2.633 euro annui: risparmio fiscale massimo 500,27 euro (fonte: CAF Informa, aprile 2026).

  • →Requisito distanza: università ad almeno 100 km dalla residenza e in provincia diversa
  • →Immobile: deve essere nel Comune dell’università o in uno limitrofo
  • →730/2026: righi E8-E10, Quadro E, codice 18
  • →Novità 2026: tetto detrazioni per redditi superiori a 75.000 euro (Legge di Bilancio 2025)
  • →Non serve: requisito ISEE né di merito accademico (quelli sono del contributo DSU, non di questa detrazione)

Senza contratto registrato non si può detrarre nulla. È il requisito che esclude più studenti.

500 euro di risparmio fiscale: pochi lo sfruttano davvero

La detrazione affitto per studenti universitari fuori sede è una delle agevolazioni fiscali più sottoutilizzate in Italia: ogni anno migliaia di famiglie la perdono per mancanza di contratto regolare, per non sapere come inserirla nel 730, o per confonderla con altri bonus che hanno requisiti completamente diversi. Eppure si tratta di un risparmio concreto: fino a 500,27 euro all’anno, fruibile per tutta la durata degli studi fuori sede.

Questa guida chiarisce tutto quello che serve sapere: i requisiti precisi, il funzionamento del tetto di spesa, chi può detrarre (lo studente o i genitori), i documenti da conservare, come compilare il modello 730/2026 e gli errori che fanno perdere il beneficio. I dati normativi si riferiscono al 730/2026 (anno di imposta 2025) e incorporano le novità della Legge di Bilancio 2025.

La detrazione del 19% per studenti fuori sede: cosa prevede la legge

La detrazione è prevista dall’articolo 15, comma 1, lettera i-sexies del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi). Si tratta di una detrazione d’imposta, non di una deduzione: riduce direttamente l’IRPEF dovuta, non il reddito imponibile. In pratica vale di più di una deduzione di pari importo, perché abbatte euro per euro l’imposta.

La detrazione si applica ai canoni di locazione pagati da studenti universitari fuori sede che frequentano corsi di laurea (triennale, magistrale, ciclo unico) presso università situate ad almeno 100 chilometri dalla residenza e in una provincia diversa. Spetta anche per corsi di ITS (Istituti Tecnici Superiori), Conservatori e Istituti Musicali Pareggiati. Non spetta per master, dottorati di ricerca e corsi di specializzazione post-laurea.

Un punto importante che genera spesso confusione: questa detrazione non ha requisiti di ISEE né di merito accademico (crediti CFU minimi). Quei requisiti appartengono al contributo affitto erogato dalle DSU regionali, che è una misura completamente diversa. La detrazione fiscale 19% spetta indipendentemente dal reddito ISEE e dai voti universitari, nel rispetto dei soli requisiti di distanza e di contratto registrato.

Requisiti per accedere alla detrazione

Devono essere rispettati contemporaneamente quattro requisiti. Il mancato rispetto anche di uno solo esclude la detrazione.

1. Distanza: almeno 100 km e provincia diversa

L’università deve distare almeno 100 chilometri dal Comune di residenza dello studente e trovarsi in una provincia diversa. Entrambe le condizioni devono essere soddisfatte: non è sufficiente solo la distanza chilometrica se le due sedi sono nella stessa provincia. Eccezione: per le zone classificate come svantaggiate (tipicamente aree montane o disagiate), la distanza minima scende a 50 chilometri. La distanza si misura tra il Comune di residenza dello studente e il Comune sede dell’università, indipendentemente dalla distanza effettiva percorsa (fonte: ADICU, marzo 2026).

2. Ubicazione dell’immobile: Comune dell’università o limitrofo

L’alloggio affittato deve trovarsi nel Comune sede dell’università o in un Comune limitrofo. Non è sufficiente affittare in qualsiasi città: se uno studente della Bocconi (Milano) affitta a Monza, la detrazione non spetta perché Monza non è un Comune limitrofo di Milano ai fini di questa norma. In pratica, per gli studenti milanesi, l’alloggio deve essere nella città di Milano o nei Comuni immediatamente confinanti riconosciuti come limitrofi.

3. Contratto regolarmente registrato

Il contratto di locazione deve essere registrato all’Agenzia delle Entrate. Si accettano contratti di locazione ordinari, transitori per studenti (Legge 431/98), contratti di ospitalità e assegnazione in godimento. I contratti in nero — quelli non registrati — escludono automaticamente la detrazione. La registrazione è obbligatoria per legge entro 30 giorni dalla firma: è onere del proprietario, ma è interesse dello studente verificare che sia avvenuta.

4. Pagamenti tracciabili

I canoni devono essere documentabili. In pratica: ricevute di pagamento con marca da bollo se l’importo singolo supera i 77,47 euro (obbligo per i contratti senza cedolare secca), oppure bonifici bancari tracciabili. Chi paga in contanti senza ricevuta non può dimostrare la spesa e perde la detrazione. Con la cedolare secca, il proprietario non è tenuto a rilasciare ricevuta con marca da bollo, ma il bonifico bancario resta la prova più solida.

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Quanto si può detrarre realmente: il tetto dei 2.633 €

La detrazione è pari al 19% dei canoni pagati nell’anno, calcolata però su un importo massimo di 2.633 euro. Il risparmio fiscale massimo è quindi di 500,27 euro (il 19% di 2.633 €). Se il canone annuo è inferiore a 2.633 €, la detrazione si calcola sull’importo effettivamente pagato. Se è superiore, si calcola comunque sul tetto di 2.633 €.

Esempi pratici

Canone mensile Canone annuo Base imponibile Detrazione (19%)
400 € 4.800 € 2.633 € (tetto) 500,27 €
300 € 3.600 € 2.633 € (tetto) 500,27 €
200 € 2.400 € 2.400 € (effettivo) 456,00 €
150 € 1.800 € 1.800 € (effettivo) 342,00 €

I calcoli si riferiscono all’anno di imposta 2025 (730/2026). Escluse dalla base imponibile: caparra, spese condominiali, utenze, riscaldamento (fonte: TiConsiglio, maggio 2026).

Novità 2026: il tetto per redditi sopra 75.000 €

La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto, con effetto sulle spese sostenute dall’1 gennaio 2025 (quindi visibile nel 730/2026), un limite generale alle detrazioni per chi ha un reddito complessivo superiore a 75.000 euro. Il meccanismo, chiamato “quoziente familiare”, fissa un tetto massimo agli oneri detraibili:

  • Reddito tra 75.001 e 100.000 euro: tetto spese detraibili 14.000 € × coefficiente (da 0,5 senza figli a 1 con 3+ figli)
  • Reddito oltre 100.000 euro: tetto 8.000 € × coefficiente

In pratica: chi dichiara meno di 75.000 euro (la grande maggioranza dei genitori che detraggono per i figli studenti) non è toccato da questa novità. Chi supera quella soglia deve fare attenzione al cumulo di tutte le detrazioni (fonte: CAF Informa, aprile 2026).

Chi porta in detrazione: lo studente o i genitori a carico

La detrazione spetta a chi sostiene effettivamente la spesa. In pratica ci sono tre scenari.

Scenario 1: lo studente è fiscalmente a carico dei genitori

È il caso più comune. Se lo studente è fiscalmente a carico di uno o entrambi i genitori, la detrazione la porta chi paga l’affitto — tipicamente uno dei genitori. Il tetto di 2.633 € si applica per singolo studente: se i genitori hanno due figli fuori sede, il tetto si applica separatamente a ciascuno. Se il contratto e la spesa sono al 50% tra i due genitori, la detrazione si divide in ugual misura (fonte: Studenti.it, aprile 2026).

Scenario 2: lo studente non è a carico e paga da solo

Se lo studente ha un proprio reddito imponibile e paga l’affitto con le proprie risorse, porta lui stesso la detrazione nel suo 730. Condizione necessaria: avere un’IRPEF lorda capiente (abbastanza imposta da sottrarre) — altrimenti la detrazione va “in eccesso” e non produce risparmio concreto. Uno studente con reddito da lavoro part-time di 8.000-10.000 euro ha di norma abbastanza IRPEF da detrarre.

Scenario 3: contratto intestato allo studente, spesa pagata dai genitori

Caso frequente: il contratto è intestato allo studente, ma l’affitto lo pagano i genitori tramite bonifico. In questo caso, per poter detrarre, i genitori devono risultare come soggetti che hanno sostenuto la spesa: nella pratica si risolve con un bonifico disposto direttamente dal genitore (la causale documenta il pagamento) oppure con una dichiarazione a supporto. Vale la pena chiarirlo con il CAF al momento della compilazione.

Documenti necessari: contratto registrato, ricevute, attestazione iscrizione

La detrazione non va allegata al 730: il contribuente la inserisce e la dichiara, ma non invia documentazione. I documenti vanno però conservati per almeno 5 anni (termine di prescrizione dell’accertamento fiscale) in caso di controllo dell’Agenzia delle Entrate. Questi sono i documenti essenziali.

Contratto di locazione con ricevuta di registrazione (Modello RLI)

Deve essere il contratto registrato all’Agenzia delle Entrate, con il timbro o la ricevuta di registrazione (Modello RLI o telematicamente tramite il portale dell’Agenzia). La sola copia firmata del contratto senza registrazione non è sufficiente.

Prove dei pagamenti effettuati

Per ogni mensilità pagata: ricevuta con marca da bollo rilasciata dal proprietario (per contratti non a cedolare secca, obbligatoria per importi >77,47 €), oppure estratto conto bancario con i bonifici mensili disposti a favore del proprietario con causale “canone affitto [indirizzo] [mese/anno]”. È buona abitudine annotare sempre la causale in modo chiaro.

Certificato di iscrizione all’università per l’anno accademico

Serve a dimostrare lo status di studente universitario fuori sede. Si scarica gratuitamente dal portale studenti dell’ateneo (su ESSE3 o portali analoghi) in qualsiasi momento.

Certificato di residenza del richiedente

Dimostra che la residenza è nel Comune che rispetta il requisito di distanza (almeno 100 km, provincia diversa dall’università). Di norma l’Agenzia delle Entrate può verificarlo autonomamente tramite le banche dati, ma è meglio averlo disponibile. La residenza del richiedente è quella che conta, non il domicilio.

Come inserire la detrazione nel 730: campo e codici

Nel modello 730/2026 (anno di imposta 2025) la detrazione affitto per studenti fuori sede si inserisce nel Quadro E — Oneri e spese, Sezione I, righi E8-E10, con il codice onere 18 (fonte: Studenti.it, aprile 2026). Vediamo i dettagli passo per passo.

Istruzioni operative

Passo 1: nel Quadro E, vai ai righi E8-E10 (possono esserci più righi per accogliere più oneri diversi). Ogni rigo ha un campo “Codice” e un campo “Importo”.

Passo 2: nel campo “Codice” inserisci il numero 18. È il codice specifico per “Canoni di locazione corrisposti da studenti universitari fuori sede” (art. 15, comma 1, lett. i-sexies TUIR).

Passo 3: nel campo “Importo” inserisci il totale dei canoni pagati nell’anno di imposta, fino al massimo di 2.633 euro. Inserisci l’importo effettivo se inferiore al tetto, oppure 2.633 se superiore. Non inserire la caparra, le spese condominiali, le utenze: solo il canone puro.

Il 730 precompilato: se il contratto è stato registrato correttamente dall’Agenzia delle Entrate, i dati potrebbero essere già precompilati. Controlla sempre che l’importo sia corretto e che il codice sia 18 (non altri codici per affitti diversi).

Attenzione al codice: non confondere 18 con altri codici affitto

Il codice 18 è specifico per studenti fuori sede. Il codice 3 (affitto abitazione principale canone libero), il codice 8 (canone concordato) e il codice 4 (giovani under 31) sono detrazioni diverse, con calcoli e importi diversi. Inserire il codice sbagliato porta al calcolo errato della detrazione.

Gli errori più comuni che fanno perdere la detrazione

Secondo i CAF che assistono studenti e famiglie, questi sono gli errori che portano più frequentemente al disconoscimento della detrazione o a rimborsi inferiori al dovuto.

Errore 1 — Contratto non registrato

È il motivo più frequente di esclusione. Il contratto in nero non è mai detraibile, anche se il pagamento è documentato. La verifica è semplice: nel contratto registrato si trova la copia con timbro/modello RLI dell’Agenzia delle Entrate. Se manca, la detrazione non spetta.

Errore 2 — Includere spese non ammesse nel calcolo

La detrazione si applica sul solo canone puro. Non si possono includere: caparra versata (non è affitto), spese condominiali (scale, pulizie, portineria), bollette di luce, gas, acqua, riscaldamento centralizzato, tassa sui rifiuti. Includere queste spese porta a un’indicazione errata e a possibile disconoscimento in sede di controllo.

Errore 3 — Cambio di residenza nel Comune dell’università

Se lo studente ha spostato la residenza nel Comune dove si trova l’università, perde automaticamente il requisito di distanza e non può più detrarre. Questo è il motivo principale per cui la maggior parte degli studenti fuori sede mantiene la residenza nel comune di origine per tutta la durata degli studi.

Errore 4 — Immobile in un Comune non ammesso

L’alloggio deve essere nel Comune sede dell’università o in uno limitrofo. Se lo studente vive in un Comune più distante — anche solo a 15 km ma non confinante — la detrazione non spetta. Prima di firmare il contratto vale la pena verificare se il Comune dell’alloggio è considerato “limitrofo” a quello dell’ateneo.

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Domande frequenti sulla detrazione affitto studenti

Chi può detrarre l’affitto per studenti fuori sede?

Può detrarre chi sostiene effettivamente la spesa: lo studente se ha un reddito proprio e paga direttamente, oppure il genitore se il figlio è fiscalmente a carico e il genitore paga l’affitto. Non è necessario che il contratto sia intestato al soggetto che detrae: conta chi ha effettivamente pagato, documentabile con ricevute o bonifici. Se i due genitori dividono la spesa al 50%, ognuno detrae la propria quota.

L’affitto pagato con cedolare secca si può detrarre?

Sì. La cedolare secca è un regime fiscale del proprietario, non dello studente: non incide sul diritto alla detrazione dell’inquilino. L’unica differenza pratica è che con la cedolare secca il proprietario non è tenuto a rilasciare ricevuta con marca da bollo — il che rende il bonifico bancario la prova di pagamento più consigliata. Il contratto deve comunque essere registrato.

Si può detrarre anche l’affitto di una stanza singola in appartamento condiviso?

Sì, a condizione che ci sia un contratto di locazione regolarmente registrato intestato allo studente (o al genitore), o un contratto di ospitalità/assegnazione in godimento regolare. Il tetto di 2.633 euro si applica al singolo studente, indipendentemente dalla quota di appartamento affittata. Se la stanza costa 600 euro al mese (7.200 annui), si detrae comunque il 19% di 2.633 euro = 500,27 euro.

Cosa succede se il contratto non è registrato?

La detrazione non spetta in nessun caso senza contratto registrato. L’Agenzia delle Entrate può verificare l’esistenza della registrazione tramite le proprie banche dati, e in caso di controllo il mancato contratto comporta il recupero della detrazione fruita con interessi e sanzioni. Il contratto in nero è anche un rischio per l’inquilino, che non ha tutele legali in caso di controversie con il proprietario.

La detrazione affitto studenti si cumula con il bonus under 31?

No. Le diverse detrazioni affitto previste dal TUIR non sono cumulabili tra loro: il contribuente deve scegliere quella più vantaggiosa per la propria situazione. Il bonus under 31 (detrazione 20% dell’affitto, minimo 991,60 €, massimo 2.000 €, per redditi fino a 15.493,71 euro) è distinto e separato dalla detrazione studenti fuori sede 19%. In presenza di entrambi i requisiti conviene calcolare quale produce il risparmio maggiore e inserire solo quello nel 730.

Contratto registrato: il prerequisito che vale 500 euro l’anno

Tutto ruota intorno a un presupposto: il contratto deve essere registrato. Senza di questo, la detrazione non esiste indipendentemente da tutto il resto — distanza, università, pagamenti. È quindi nell’interesse dello studente (e dei genitori) verificare la registrazione prima di firmare, e scegliere proprietari e piattaforme che garantiscano contratti in regola.

Per approfondire le agevolazioni correlate, leggi anche la guida ai bonus affitti per studenti fuori sede e la guida alle ricevute di affitto con cedolare secca. Per qualsiasi dubbio sulla compilazione del 730, rivolgiti a un CAF o a un commercialista: la detrazione vale fino a 500,27 euro all’anno, e vale la pena non perderla per un errore di compilazione.

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