Riguardo le spese condominio dovute dall’inquilino, la situazione può diventare complessa se l’inquilino non paga spese condominiali. In questi casi, per legge il proprietario rimane l’unico responsabile verso il condominio per il versamento delle quote, anche se l’inadempimento proviene dall’inquilino. A sua volta, l’inquilino può essere soggetto a richiesta di rimborso o a sfratto per morosità condominiale, se il debito supera almeno due mensilità e l’inquilino non salda entro 60 giorni (art. 5 L. 392/78).
Obblighi e responsabilità: chi deve pagare le spese condominiali?
Quando un immobile è dato in affitto, la legge prevede che le spese condominiali ordinarie spettino all’inquilino (energia, pulizie, ascensore, acqua, riscaldamento, portineria al 90%) mentre le spese straordinarie in condominio restano a carico del proprietario ﹣ secondo la Legge 392/1978 e l’art. 1123 c.c. Tuttavia, ai fini del condominio, è sempre il proprietario il responsabile ultimo del pagamento, anche se l’inquilino si era impegnato a farlo nel contratto.
Cosa succede quando l’inquilino non paga le spese condominiali?
Il ruolo dell’amministratore
Se il condominio non riceve il pagamento delle quote spettanti, l’amministratore deve agire entro 6 mesi dalla chiusura del bilancio condominiale, inviando prima una richiesta bonaria e poi un decreto ingiuntivo nei confronti del proprietario ﹣ non dell’inquilino. Se il proprietario non paga entro 40 giorni dal decreto, può scattare il pignoramento dei suoi beni.
Responsabilità del proprietario
Pur avendo versato il dovuto al condominio, il proprietario conserva il diritto di rivalsa verso l’inquilino. Tale richiesta deve arrivare entro 60 giorni dalla richiesta originaria, pena decadenza del diritto. Se la somma non corrisponde almeno a due mensilità, il proprietario può avviare lo sfratto per morosità ai sensi dell’art. 5 Legge 392/1978.
Strumenti a disposizione del proprietario contro la morosità condominiale
- Richieste bonarie tramite raccomandata o PEC, ideale per sanare la morosità in via stragiudiziale.
- Decreto ingiuntivo e successivo pignoramento se l’inquilino continua a non pagare.
- Sfratto per morosità, se il debito supera due mensilità e non è sanato in 60 giorni . In sede di udienza, il giudice può concedere un termine di grazia per sanare il debito.
Prescrizioni: quanto tempo hai per agire?
Verso il condominio
- Spese ordinarie → 5 anni
- Spese straordinarie → 10 anni
Rivalsa verso l’inquilino
- 60 giorni per richiedere il pagamento.
- In estrema ratio, la prescrizione del diritto a rivalersi può arrivare fino a 5 anni, se interrotta legalmente.
Chi risponde e come agire
La gestione della morosità condominiale richiede attenzione e celerità: l’amministratore deve agire entro 6 mesi, il proprietario ha diritto di rivalersi entro 60 giorni e può avviare lo sfratto se il debito supera due mensilità. Grazie a strumenti come decreto ingiuntivo e pignoramento, puoi tutelare i tuoi diritti e garantire il rispetto delle spese condominio inquilino.
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